Delocalizzazione attività di Smaltimento

La delocalizzazione degli impianti di demolizione fuori dal territorio urbano è un tema particolarmente caldo nel settore delle autodemolizioni. Delocalizzare i centri di stoccaggio dei rifiuti da demolizione dei veicoli è un compito necessario per preservare il loro importante ruolo di recupero di materiali ferrosi e non ferrosi, ma al contempo non deve mettere in pericolo aree a rischio idrogeologico o perturbare zone in difficoltà. Per questo gli organi del Dipartimento Tutela Ambientale, insieme alle regioni, alle associazioni di autodemolitori e alle associazioni ambientaliste come i Gruppi di Ricerca Ecologici, cercano i migliori compromessi per collocare gli impianti di demolizione e gli sfasciacarrozze nelle sedi più opportune, elaborando piani di delocalizzazione eco-sostenibili.

Un’erronea delocalizzazione degli impianti di demolizione può provocare un impatto negativo sull’ambiente, e limitare gli effetti e le emissioni nocive è la prima preoccupazione del settore delle autodemolizioni. Il trattamento, frantumazione e demolizione dei veicoli vengono infatti gestiti con grande sensibilità ecologica in modo da limitare al massimo la contaminazione del suolo e di corpi sotterranei, abbattere l’emissione di polveri e sostanze gassose, ridurre la produzione di rumori connessi all’impiego di macchinari, e impedire completamente il rilascio di fluidi nocivi. Il settore delle autodemolizioni, grazie al personale altamente qualificato e addestrato nella gestione dei rifiuti, si occupa di recuperare quanti più residui possibili dal trattamento dei veicoli automobilistici fuori uso, sviluppando le tecniche e le metodologie operative più all’avanguardia. Anche nel caso di rifiuti non recuperabili, i centri di demolizione operano al fine di rendere inerti i rifiuti potenzialmente pericolosi e di smaltirli nel modo più efficiente in loco. Questi motivi rendono la presenza di impianti di demolizione fondamentale sul territorio per garantire il corretto smaltimento dei rifiuti ed evitare il degrado ambientale.

Nel rispetto degli stessi principi di eco-sostenibilità, la delocalizzazione degli impianti di demolizione fuori dai centri urbani avviene in aree valutate come idonee dal punto di vista ambientale. Si privilegiano le aree industriali dismesse, quelle adibite a impianti tecnologici e artigianali, assicurando che ci sia un’equilibrata distribuzione nazionale dei centri di raccolta dei rifiuti. In rispetto con le normative vigenti, gli impianti di demolizione vengono delocalizzati in aree munite di un sufficiente apparato infrastrutturale di comunicazione circostante così che possano essere facilmente agibili. Fondamentale è l’analisi del territorio dal punto di vista ambientale, così da stanziare gli impianti senza porre rischi per l’ecosistema e minimizzandone l’impatto ambientale con barriere di protezione da canali fluviali e falde acquifere, e misure per potenziare l’armonia visiva con l’ambiente grazie ad alberi, siepi e schermi.

Per delocalizzare gli impianti di demolizione in modo da tutelare sia il lavoro di smaltimento sia il benessere ambientale, è necessario individuare centri di rottamazione e autodemolizioni idonei. È il principale interesse degli autodemolitori stessi che venga fatta un’attenta analisi del territorio, coinvolgendone gli enti locali e le autorità di zona, al fine di evitare rischi e pericoli. Durante una corretta valutazione e pianificazione del territorio, vanno escluse dalla delocalizzazione degli impianti tutte le zone a rischio idrogeologico, evitando in particolare le fasce fluviali e i bacini, appoggiandosi a studi, normative e strumenti aggiornati. Vanno tenuti particolarmente in considerazione i piani d’assetto idrogeologico locali, le linee di indirizzo delle giunte regionali e le sollecitazioni delle autorità competenti. Sono queste le politiche che si stanno applicando, ad esempio, nel comune di Roma, dove la situazione dei centri di demolizione è particolarmente pressante a livello territoriale, per delocalizzare i centri situati in Viale Palmiro Togliatti

La delocalizzazione degli impianti di smaltimento, quindi, non prescinde da un’attenta valutazione ambientale al momento dello spostamento dei centri di autodemolizioni per alleggerire il carico dalle aree urbane. Le parole d’ordine degli autodemolitori nella delocalizzazione degli impianti di rottamazione sono sostenibilità ambientale e qualità urbanistica, salvaguardando in ogni momento la sicurezza dei cittadini e della natura, preservando l’integrità di luoghi a rischio e stimolando il recupero delle aree degradate. Il tutto, ovviamente, senza compromettere l’efficienza e l’organizzazione del fondamentale ruolo svolto di smaltimento e recupero dei rifiuti provenienti dagli autoveicoli in disuso, imprescindibile per la salubrità sociale e buona qualità della vita.