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Perché registrare una PEC

L’acronimo PEC sta ad indicare un indirizzo di Posta Elettronica Certificata. La certificazione di un indirizzo di posta da valore giuridico alla fonte, ossia certifica l’identità della persona fisica o giuridica che adopera l’account di posta elettronica. Mentre per le persone fisiche la creazione di una PEC è una libera scelta, per le aziende individuali e società risulta essere un obbligo di legge. Adoperare una mail certificata per inoltrare documenti, richieste o semplicemente informazioni di particolare importanza offre agli utenti una molteplicità di vantaggi che purtroppo non sono garantiti da altri canali di comunicazione digitali. Il primo grande vantaggio di una posta certificata è il valore giuridico delle comunicazioni. Infatti l’inoltro di pratiche e documenti mediante questo canale di comunicazione equivale, in senso giuridico, all’invio di una raccomandata con ricevuta di ritorno.Tutte le conversazioni oltre ad essere conservate in uno spazio virtuale offerto dal provider del servizio di posta (per periodi non inferiori ai 30 mesi), possono essere scaricate ed archiviate per sempre in un data base personale.

Il servizio è semplice in quanto può essere gestito mediante un comune programma client senza costi aggiuntivi in termini di software o hardware. Appare chiaro che il costo di una mail è

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Jobs Act 2017

Il Jobs act 2017 è entrato in vigore il 14 Giugno 2017 con la legge 81/2017 circa le “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”

MISURE PER LA TUTELA DEL LAVORO AUTONOMO NON IMPRENDITORIALE

Il testo legislativo introduce nuovi strumenti di tutela a favore dei lavoratori autonomi.
L’art.3 della legge 81/2017 definisce “abusive e prive di effetti di legge” le clausole contrattuali che conferiscono al committente la facoltà di modificare unilateralmente il contratto o di recedere da esso senza darne congruo preavviso al lavoratore autonomo o di stabilire condizioni di pagamento superiori ai 60 gg dal ricevimento della fattura.
E’considerato altresì “abusivo” il rifiuto del committente di redigere il contratto in forma scritta. Infine è riconosciuta al lavoratore autonomo la possibilità di richiedere il risarcimento danni al verificarsi delle condizioni di cui sopra.
In materia previdenziale si specifica che le misure attuative saranno disciplinate nel dettaglio con appositi decreti legislativi da approvare entro entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge 81/2017.
La maggior tutela previdenziale prevede:
1.Il riconoscimento alle lavoratrici autonome iscritte alla gestione separata dell’indennità di maternità anche nel caso in … Continua...

Intermediazione d'affari

Intermediazione d’Affari

È interessante tenere conto del fatto che è vigente una normativa (ex articolo 115 del T. U.L.P.S) relativa all’Intermediazione d’Affari che offre la possibilità alle agenzie che forniscono tali servizi di espandere il proprio ambito di riferimento, cedendo in appalto altre tipologie di servizi. Il tutto, però, mantenendo un unico interlocutore. In pratica, i clienti avranno la possibilità di interfacciarsi con un solo riferimento che avrà il compito di mettere in rete tutti i servizi e di fare in modo che tutto proceda per il meglio. Il che rappresenta un notevole valore aggiunto per chi ha deciso di rivolgersi ad un’agenzia di servizi fiduciari ma che non ha alcun genere di intenzione di andare alla ricerca di altri referenti. Ovviamente, è necessario tenere conto del fatto che ogni servizio dovrà essere qualitativamente elevato e che anche nel caso in cui si optasse per l’intermediazione si dovrà garantire al fruitore degli stessi uno standard elevato e, comunque, omogeneo.

La sicurezza è una priorità per ogni cittadino. Con i servizi fiduciari si ha la possibilità di garantirla al fine di evitare di dover fare i conti con situazioni spiacevoli. Ma a cosa si fa riferimento, entrando più nello specifico?

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Abrogazione del Lavoro Accessorio

Abrogazione del Lavoro Accessorio

Negli ultimi anni l’impiego dei voucher si è diffuso sempre più fino a riguardare un’ampia gamma di situazioni al di fuori dei limiti originariamente previsti dal legislatore al momento dell’introduzione di questa pratica. Di conseguenza, tenendo anche conto del referendum promosso dai sindacati sullo stesso tema, il governo ha deciso nel marzo 2017 l’abrogazione del lavoro accessorio. L’obiettivo era consentire l’emersione del lavoro nero e all’inizio i voucher venivano utilizzati per specifiche categorie di soggetti (casalinghe, studenti, disoccupati da oltre un anno e pensionati) che svolgevano attività quali insegnamento, piccoli lavori agricoli, domestici e di giardinaggio a carattere straordinario. Il tetto massimo era di 3.000 euro, passati nel 2015 a 7.000 euro netti per ogni soggetto percipiente. L’abrogazione del lavoro accessorio dal 17 marzo 2017 è avvenuta con effetto immediato, già a partire dal giorno successivo alla pubblicazione della norma all’interno della Gazzetta Ufficiale. Per evitare di danneggiare i contribuenti e gli stessi committenti è stata prevista l’istituzione di un periodo cuscinetto della durata fino al 31 dicembre 2017.

In questo arco di tempo si potranno impiegare i buoni voucher già emessi e richiesti dai datori di lavoro prima che il decreto di abolizione entrasse in vigore. Di conseguenza i

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Regolamento occupazione del Suolo Pubblico

Quando si parla di occupazione del suolo pubblico ci si riferisce generalmente a tutto quello che è appoggiato, o proietta ombra, sulle zone che sono proprietà dello stato come ad esempio strade e piazze. Questa è una sintesi delle norme contenute nell’articolo 38 del decreto legislativo 507 del 15/11/1993 che regolamenta l’occupazione del suolo pubblico. Ad ogni modo nelle prossime righe cercheremo di fare chiarezza fra i vari aspetti e di semplificare il tutto.

Innanzitutto, bisogna dire che chi occupa questi spazi con dei fini commerciali ha l’obbligo di pagare una tassa chiamata TOSAP (tassa occupazione spazi ed aree pubbliche), che viene pagata direttamente al comune o alla provincia dal responsabile dell’attività commerciale o dell’evento. L’importo della tassa viene calcolato in base allo spazio occupato, perché ovviamente l’accesso da parte dei cittadini viene limitato in maniera diversa.

L’estensione dell’area non è comunque l’unico elemento che incide sull’importo finale, perché anche il tipo di occupazione viene preso in considerazione per il calcolo. Per esempio un’occupazione temporanea dovrà pagare una cifra minore rispetto ad un’attività che occupa permanentemente la stessa area. Nel caso specifico dell’occupazione temporanea esiste poi un calcolo diverso dell’importo, infatti, viene innanzitutto stabilita una tariffa giornaliera suddivisa poi in … Continua...

Tempi di adempimento dopo la modifica di una normativa

Le modifiche ad un atto normativo richiedono la deliberazione da parte degli organi competenti.
La sola deliberazione non è però sufficiente a rendere un provvedimento efficace, ma occorre attendere i previsti tempi di adempimento dopo la modifica di una normativa prima che essa diventi obbligatoria.
Qualsiasi atto, che si tratti di leggi ordinarie, di atti aventi forza di legge (decreto-legge, decreto legislativo) o di regolamenti, deve essere innanzitutto pubblicato sui vari bollettini ufficiali (Gazzetta ufficiale della Repubblica, Bollettini ufficiali delle regioni, ecc.) per permettere agli interessati di venirne a conoscenza.
Il periodo di tempo che decorre dalla pubblicazione di un atto normativo alla sua entrata in vigore prende il nome di vacatio legis (art. 73 c. 3 cost.) ed equivale di solito a 15 giorni, trascorsi i quali la nuova normativa diventa obbligatoria per tutti e non è ammessa l’ignoranza della legge.
La vacatio legis può anche essere più breve, in caso di urgenza, o più lunga, nel caso di atti normativi particolarmente complessi, purché tali diversi termini siano specificati nella norma stessa.
Alcune norme vengono adottate in modo temporaneo, ma la maggior parte di esse non ha una durata prefissata ed è destinata a rimanere in vigore a tempo … Continua...

Fondamenti per Partecipazione ad Appalti

La realizzazione di opere edilizie pubbliche o private può avvenire attraverso l’appalto ad un’impresa, che si occupa di ogni fase del progetto. I fondamenti per la partecipazione agli appalti, sono disciplinati da diverse norme, che hanno come obiettivo di affidare il lavoro ad imprese solide, che operano nel rispetto della legge e che garantiscano risultati ottimali.
L’appalto è un contratto con cui il soggetto appaltatore assume l’obbligazione di realizzare un’opera in base alle indicazioni del committente. Mentre l’appalto è definito dal codice civile negli articoli 1655 e seguenti, la normativa di riferimento per la partecipazione alle gare è contenuta nel D.P.R. n. 207, del 5 ottobre 2010, emanato per dare attuazione al decreto legislativo n. 163/2006. Per poter aggiudicarsi il progetto è necessario partecipare ad una gara, presentando una formale richiesta attraverso un’apposita documentazione composta: dalla domanda di partecipazione in cui si indica il possesso dei requisiti richiesti; l’offerta economica e quella tecnica.
Relativamente ai requisiti, che l’imprenditore o l’impresa deve possedere per prendere parte procedure di affidamento dei lavori, sono di ordine generale e speciali. I primi fanno riferimento all’affidabilità morale del soggetto, i secondi al grado di esperienza, alla capacità tecnico-professionale e all’idoneità del concorrente a far fronte … Continua...

SCIA Segnalazione Certificata di Inizio Attività

Chi ha intenzione di fare modifiche ad un edificio (restauro, risanamento, ristrutturazione, varianti a permessi di costruire) deve fare ben attenzione a rispettare tutte le normative di settore e particolare importanza è da riconoscere alla SCIA: Segnalazione Certificata di Inizio Attività.

La stessa è stata introdotta dall’articolo 49, comma 4 bis del decreto legge 78 del 2010, poi convertito in legge 122 del 2010.

La SCIA sostituisce completamente la disciplina prevista per la DIA (Dichiarazione di Inizio Attività) e ha l’obiettivo di semplificare le procedure.

Deve essere presentata dal proprietario dell’immobile, o da chi ha comunque titolo, all’Amministrazione in cui è ubicato l’immobile e deve essere redatta come da normativa.

Trattandosi di un’autocertificazione, colui che è obbligato a presentarla deve allegare un progetto e una relazione sullo stesso, inoltre devono essere inclusi tutti i documenti previsti dal regolamento edilizio.

I documenti devono essere redatti e sottoscritti da un professionista abilitato, lo stesso deve certificare che il piano di interventi da realizzare è conforme alla normativa igienico- sanitaria, ai criteri antisismici e alla normativa urbanistica.

Una volta presentata la SCIA, il titolare potrà iniziare i lavori senza dover attendere alcun permesso.

Dal momento in cui la SCIA è presentata, l’Amministrazione, tramite … Continua...

Il Piano Regolatore generale Intercomunale

Quando si vogliono eseguire dei lavori in edilizia è necessario rispettare i vari piani urbanistici stabiliti dagli enti locali e tra questi vi è il Piano Regolatore Generale Intercomunale, o semplicemente PRGI. Qual è la natura e la finalità di tale atto? Spesso vi è l’esigenza di sviluppare progetti che possono interessare diversi comuni limitrofi, in questo caso si fa ricorso al Piano Regolatore Generale Intercomunale. La normativa di riferimento che ha introdotto tale strumento urbanistico è la legge 1150 del 1942.

L’obiettivo di questo importante atto è armonizzare lo sviluppo dei centri coinvolti con riferimento sia all’assetto edilizio presente e futuro, sia con riguardo alle vie di comunicazione e urbanizzazione delle stesse zone. Le zone limitrofe, inoltre spesso vengono utilizzate a fini industriali, proprio per questo frequentemente il Piano Regolatore Generale Intercomunale viene redatto allo scopo di armonizzare lo sviluppo della zona industriale che, per i grandi spazi occupati, spesso richiede l’uso di territori appartenenti a più comuni.

Il Piano Regolatore Generale Intercomunale non ha una validità temporale prestabilita ed impone ai comuni coinvolti di adottare misure volte ad uniformare i propri piani regolatori al piano intercomunale che in questo modo appare essere sovraordinato.

La procedura per l’adozione è … Continua...