consulenza-sicurezza-8108

Imprese: Obbligo Formazione del Personale

In Italia il tema della sicurezza sul posto di lavoro è normata dal Decreto Legislativo 81 08, noto anche come Dlgs 81/08 o Decreto 81.
Il “testo unico sulla sicurezza” è il principale riferimento per quanto concerne la consulenza sulla sicurezza sul lavoro, al centro del quale viene posto il tema di prevenzione in ambiente lavorativo, così come la tutela della salute fisica e metale dei lavoratori. Ogni azienda, indipendentemente dalla categoria di appartenenza, è tenuta a rispettare le norme contenute nel Testo Unico e che prevedono un’adeguata valutazione dei rischi, il controllo sanitario dei dipendenti e una preparazione a livello di antincendio e primo soccorso. Nel Decreto 81, oltre ai titolari dell’azienda e ai dipendenti vengono inseriti anche i liberi professionisti che eventualmente collaborino con l’azienda stessa.
L’attuazione della normativa prevede che in ogni azienda venga nominato un RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) che solitamente è il datore di lavoro, un RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza), un preposto, un addetto al primo soccorso, un addetto antincendio e infine un medico competente.
Tali soggetti vanno ageguatamente formati attraverso corsi sulla sicurezza in ambito lavorativo, così come devono essere periodicamente aggiornati in base a eventuali … Continua...
salvataggio-banche

Banche: il salvataggio ci costa caro

Un sistema in dissesto

Le vicende degli ultimi mesi, relative al salvataggio di alcune grandi banche, non sono passate inosservate nemmeno a coloro che mai si interessano di finanza. Già da alcuni anni, la stampa specializzata si occupa degli eventi che hanno coinvolto sia le banche dell’Etruria, sia la banca Montepaschi di Siena e le cosiddette banche venete. Per questi istituti di credito lo stato italiano è intervenuto in modo differente e per motivazioni tecnicamente diverse, ma la percezione è che esso abbia contribuito, in ognuno di questi casi, al reale salvataggio dei citati istituti.
I soldi dei contribuenti sono stati utilizzati per evitare il tracollo del sistema bancario. Ci si chiede se fosse o meno inevitabile, certo è che, analizzando i fatti recenti accaduti alla ex Veneto Banca e alla ex Banca Popolare di Vicenza si può affermare che il loro fallimento avrebbe duramente messo in crisi tessuto imprenditoriale di tutto il Nord Est.

Le regole imposte dai trattati di Basilea e il controllo costante della Banca Centrale Europea sul sistema bancario italiano, e non solo, hanno portato alla luce un modus operandi sfuggito alla vigilanza interna.
Il decreto legge, divenuto in breve tempo legge dello Stato, che ha

Continua...
pec

Perché registrare una PEC

L’acronimo PEC sta ad indicare un indirizzo di Posta Elettronica Certificata. La certificazione di un indirizzo di posta da valore giuridico alla fonte, ossia certifica l’identità della persona fisica o giuridica che adopera l’account di posta elettronica. Mentre per le persone fisiche la creazione di una PEC è una libera scelta, per le aziende individuali e società risulta essere un obbligo di legge. Adoperare una mail certificata per inoltrare documenti, richieste o semplicemente informazioni di particolare importanza offre agli utenti una molteplicità di vantaggi che purtroppo non sono garantiti da altri canali di comunicazione digitali. Il primo grande vantaggio di una posta certificata è il valore giuridico delle comunicazioni. Infatti l’inoltro di pratiche e documenti mediante questo canale di comunicazione equivale, in senso giuridico, all’invio di una raccomandata con ricevuta di ritorno.Tutte le conversazioni oltre ad essere conservate in uno spazio virtuale offerto dal provider del servizio di posta (per periodi non inferiori ai 30 mesi), possono essere scaricate ed archiviate per sempre in un data base personale.

Il servizio è semplice in quanto può essere gestito mediante un comune programma client senza costi aggiuntivi in termini di software o hardware. Appare chiaro che il costo di una mail è

Continua...

Il consulente del Lavoro

Una figura che conosciamo tutti ed anche la più complessa per sua natura, sempre in costante formazione, per far fronte alle rigidità legislative che bussano quotidianamente alla porta di imprese e privati. Infatti, sia l’azienda che deve gestire i rapporti con i lavoratori, sia il dipendente che necessita di una consulenza sulla propria busta paga, può rivolgersi ai servizi proposti da un Studio di Consulenza del Lavoro, come partner di supporto ad una materia talmente complessa che spesso, si intreccia su se stessa.

Va detto che la formazione costante non è un vanto ma un requisito di legge al quale tutti i consulenti iscritti all’albo devono far fede. Il professionista può in tal modo restare sempre aggiornato offrendo una consulenza ottimale al cliente, in considerazione dei complessi scenari che di cui il settore è carico, allo stesso modo, deve essere dotato di una polizza professionale per tutelare il cliente dall’errore professionale al quale, vista appunto la complessità e la lacunosità di alcuni angoli della materia, è sempre soggetto.

Il consiglio che molti danno è quello di affidarsi ad uno studio strutturato, con soci e collaboratori per i quali sia possibile verificare online la reputazione e … Continua...

Jobs Act 2017

Il Jobs act 2017 è entrato in vigore il 14 Giugno 2017 con la legge 81/2017 circa le “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”

MISURE PER LA TUTELA DEL LAVORO AUTONOMO NON IMPRENDITORIALE

Il testo legislativo introduce nuovi strumenti di tutela a favore dei lavoratori autonomi.
L’art.3 della legge 81/2017 definisce “abusive e prive di effetti di legge” le clausole contrattuali che conferiscono al committente la facoltà di modificare unilateralmente il contratto o di recedere da esso senza darne congruo preavviso al lavoratore autonomo o di stabilire condizioni di pagamento superiori ai 60 gg dal ricevimento della fattura.
E’considerato altresì “abusivo” il rifiuto del committente di redigere il contratto in forma scritta. Infine è riconosciuta al lavoratore autonomo la possibilità di richiedere il risarcimento danni al verificarsi delle condizioni di cui sopra.
In materia previdenziale si specifica che le misure attuative saranno disciplinate nel dettaglio con appositi decreti legislativi da approvare entro entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge 81/2017.
La maggior tutela previdenziale prevede:
1.Il riconoscimento alle lavoratrici autonome iscritte alla gestione separata dell’indennità di maternità anche nel caso in … Continua...

Occupazione Immobili: come difendersi

In alcuni casi, si può avere a che fare con un’occupazione immobili in maniera abusiva. Come ci si può cautelare in tali circostanze ben poco fortunate? Come difendersi da eventuali tentativi di intromissioni senza alcun tipo di permesso?Prima di iniziare, bisogna sapere cos’è un’occupazione abusiva. Stiamo parlando di un evento che si verifica nel caso in cui un qualsiasi individuo prende possesso in maniera indebita di un appartamento. Le opportunità per tutelarsi da inconvenienti di questo genere non mancano e vanno analizzate in maniera accurata. Gli strumenti appartenenti all’ambito della tutela civile sono senz’altro i più adottati dai clienti in difficoltà. Diverse azioni petitorie possono essere intraprese, come ad esempio quella di rivendicazione. Quest’ultima stabilisce e dimostra chi è il possessore di un bene, e quindi chi può usufruirne senza alcuna limitazione. Molto richiesta è anche la reintegrazione, attivabile da tutti coloro che hanno diritti sul bene e che si concretizza con la liberazione dell’immobile. Con l’ausilio di un ufficiale giudiziario, il bene può essere riottenuto e l’occupazione abusiva portata a termine.

Per quanto riguarda invece la tutela penale, l’occupazione immobili in modalità non conformi alla legge è determinata da una lunga serie di

Continua...
Intermediazione d'affari

Intermediazione d’Affari

È interessante tenere conto del fatto che è vigente una normativa (ex articolo 115 del T. U.L.P.S) relativa all’Intermediazione d’Affari che offre la possibilità alle agenzie che forniscono tali servizi di espandere il proprio ambito di riferimento, cedendo in appalto altre tipologie di servizi. Il tutto, però, mantenendo un unico interlocutore. In pratica, i clienti avranno la possibilità di interfacciarsi con un solo riferimento che avrà il compito di mettere in rete tutti i servizi e di fare in modo che tutto proceda per il meglio. Il che rappresenta un notevole valore aggiunto per chi ha deciso di rivolgersi ad un’agenzia di servizi fiduciari ma che non ha alcun genere di intenzione di andare alla ricerca di altri referenti. Ovviamente, è necessario tenere conto del fatto che ogni servizio dovrà essere qualitativamente elevato e che anche nel caso in cui si optasse per l’intermediazione si dovrà garantire al fruitore degli stessi uno standard elevato e, comunque, omogeneo.

La sicurezza è una priorità per ogni cittadino. Con i servizi fiduciari si ha la possibilità di garantirla al fine di evitare di dover fare i conti con situazioni spiacevoli. Ma a cosa si fa riferimento, entrando più nello specifico?

Continua...

Regolamento occupazione del Suolo Pubblico

Quando si parla di occupazione del suolo pubblico ci si riferisce generalmente a tutto quello che è appoggiato, o proietta ombra, sulle zone che sono proprietà dello stato come ad esempio strade e piazze. Questa è una sintesi delle norme contenute nell’articolo 38 del decreto legislativo 507 del 15/11/1993 che regolamenta l’occupazione del suolo pubblico. Ad ogni modo nelle prossime righe cercheremo di fare chiarezza fra i vari aspetti e di semplificare il tutto.

Innanzitutto, bisogna dire che chi occupa questi spazi con dei fini commerciali ha l’obbligo di pagare una tassa chiamata TOSAP (tassa occupazione spazi ed aree pubbliche), che viene pagata direttamente al comune o alla provincia dal responsabile dell’attività commerciale o dell’evento. L’importo della tassa viene calcolato in base allo spazio occupato, perché ovviamente l’accesso da parte dei cittadini viene limitato in maniera diversa.

L’estensione dell’area non è comunque l’unico elemento che incide sull’importo finale, perché anche il tipo di occupazione viene preso in considerazione per il calcolo. Per esempio un’occupazione temporanea dovrà pagare una cifra minore rispetto ad un’attività che occupa permanentemente la stessa area. Nel caso specifico dell’occupazione temporanea esiste poi un calcolo diverso dell’importo, infatti, viene innanzitutto stabilita una tariffa giornaliera suddivisa poi in … Continua...

Delocalizzazione attività di Smaltimento

La delocalizzazione degli impianti di demolizione fuori dal territorio urbano è un tema particolarmente caldo nel settore delle autodemolizioni. Delocalizzare i centri di stoccaggio dei rifiuti da demolizione dei veicoli è un compito necessario per preservare il loro importante ruolo di recupero di materiali ferrosi e non ferrosi, ma al contempo non deve mettere in pericolo aree a rischio idrogeologico o perturbare zone in difficoltà. Per questo gli organi del Dipartimento Tutela Ambientale, insieme alle regioni, alle associazioni di autodemolitori e alle associazioni ambientaliste come i Gruppi di Ricerca Ecologici, cercano i migliori compromessi per collocare gli impianti di demolizione e gli sfasciacarrozze nelle sedi più opportune, elaborando piani di delocalizzazione eco-sostenibili.

Un’erronea delocalizzazione degli impianti di demolizione può provocare un impatto negativo sull’ambiente, e limitare gli effetti e le emissioni nocive è la prima preoccupazione del settore delle autodemolizioni. Il trattamento, frantumazione e demolizione dei veicoli vengono infatti gestiti con grande sensibilità ecologica in modo da limitare al massimo la contaminazione del suolo e di corpi sotterranei, abbattere l’emissione di polveri e sostanze gassose, ridurre la produzione di rumori connessi all’impiego di macchinari, e impedire completamente il rilascio di fluidi nocivi. Il settore delle autodemolizioni, grazie al personale altamente … Continua...

Appalti fantasma ed Abbandono Edilizio

Sono all’ordine del giorno sulle cronache dell’Italia. Appalti fantasma ed abbandono edilizio. Disseminati sul territorio ci sono fabbricati costruiti ed abbandonati prima di essere completati, ma anche di opere faraoniche assolutamente inutili. La parte tragica di tutto ciò, a parte l’impatto abientale e lo spreco di materiali e occasioni, è che a pagare sono sempre i cittadini. Fondi pubblici che vanno a finanziare opere che sarebbero utili, ma che non si realizzano, oppure che coprono i costi per costruire strutture ed infrastrutture che non servono alla comunità.

In ogni città italiana si verificano questi casi, tanto da balzare agli onori dei mezzi di informazione. Spesso diventano oggetto di indagini da parte della magistratura e delle forze dell’ordine, ma non si riesce a mettere mai la parola fine. La politica fa le regole e non è in grado di risolvere il problema.

La politica è, purtroppo, responsabile di questa situazione. Già, a decidere le opere da fare sono proprio i politici. Così come sono loro a favorire certe ditte. Amici, amici degli amici, favori da ricambiare, tangenti. Sono questi gli elementi principali che determinano la cattiva gestione degli appalti. Nascono così le cattedrali nel deserto: autostrade senza uscita, tunnel stradali da … Continua...

L’Edilizia aiuta le Imprese

L’edilizia è uno dei settori strategici del Paese, nonostante con la crisi abbia subito un forte calo, ma è proprio l’edilizia che può rendere il Paese più moderno, eco-compatibile. L’edilizia ha resistito durante gli ultimi anni perché aiuta le imprese ad avere un risparmio economico notevole grazie alla bio-edilizia che consente di ridurre i costi energetici.
Dei vantaggi sugli interventi in edilizia beneficiano anche attività collaterali, quali ad esempio gli arredamenti, la creazione degli infissi per il risparmio energetico, la costruzione di inferriate ma anche le piccole attività come le imprese di pulizie, soprattutto in considerazione di vendita di appartamenti o ristrutturazioni, sia per le abitazioni civili, sia per uffici e palazzi.
Quindi, l’edilizia aiuta le imprese perché permette a molte realtà di finalizzare il lavoro effettuato sulla struttura, creando un circuito di lavoro che tende a crescere.
Parlando di salvaguardia dell’immobile, particolare riguardo viene conferito al contributo che le imprese di pulizie apportano in fase di vendita dell’edificio, in quanto alcuni capitolati prevedono l’impiego di materiali e marmi pregiati per la costruzione di appartamenti e uffici.
Immaginate cosa potrebbe succedere a dei marmi o sanitari di un certo tipo qualora gli immobili rimanessero sfitti per un periodo di … Continua...

Tecnologia e Sviluppo Territoriale

Il corretto sfruttamento dell’innovazione tecnologica è l’unica soluzione per incentivare la crescita del territorio e creare nuove opportunità di lavoro per i cittadini e le imprese. Attraverso la creazione di servizi automatizzati ai cittadini e alle imprese, si possono snellire gli iter burocratici e l’accesso alle informazioni, con risultati positivi anche per le casse degli enti locali. Comuni ed enti pubblici territoriali affidandosi a un’azienda di informatica possono creare un database e un sistema di gestione dei flussi di informazioni anagrafiche e amministrative, che costantemente aggiornate possono semplificare la vita di imprese e cittadini e allo stesso tempo creare opportunità per lo sviluppo del territorio. L’innovazione tecnologica consente di organizzare i dati anagrafici e amministrativi degli utenti, provenienti dal comune, camera di commercio e altri enti pubblici e tramite appositi software possono essere elaborati, analizzati e consentire l’accesso in tempo reale, a informazioni concernenti la posizione contributiva o fiscale dell’utente.

Rivolgendosi a un’azienda informatica, formata da personale esperto, che oltre a sviluppare un progetto ITC efficiente, offra anche elevati servizi di assistenza tecnica e di aggiornamento, gli enti locali, potrebbero riorganizzare i vari uffici e settori, inserendo sistemi informatici, che garantiscano un completo scambio di informazioni e dati sia interni … Continua...

Tempi di adempimento dopo la modifica di una normativa

Le modifiche ad un atto normativo richiedono la deliberazione da parte degli organi competenti.
La sola deliberazione non è però sufficiente a rendere un provvedimento efficace, ma occorre attendere i previsti tempi di adempimento dopo la modifica di una normativa prima che essa diventi obbligatoria.
Qualsiasi atto, che si tratti di leggi ordinarie, di atti aventi forza di legge (decreto-legge, decreto legislativo) o di regolamenti, deve essere innanzitutto pubblicato sui vari bollettini ufficiali (Gazzetta ufficiale della Repubblica, Bollettini ufficiali delle regioni, ecc.) per permettere agli interessati di venirne a conoscenza.
Il periodo di tempo che decorre dalla pubblicazione di un atto normativo alla sua entrata in vigore prende il nome di vacatio legis (art. 73 c. 3 cost.) ed equivale di solito a 15 giorni, trascorsi i quali la nuova normativa diventa obbligatoria per tutti e non è ammessa l’ignoranza della legge.
La vacatio legis può anche essere più breve, in caso di urgenza, o più lunga, nel caso di atti normativi particolarmente complessi, purché tali diversi termini siano specificati nella norma stessa.
Alcune norme vengono adottate in modo temporaneo, ma la maggior parte di esse non ha una durata prefissata ed è destinata a rimanere in vigore a tempo … Continua...

Come aprire un’impresa di Costruzioni

Nonostante la costante crisi finanziaria che subisce il settore immobiliare italiano, le imprese di costruzioni costituiscono un lato importante per l’economia nazionale poiché esse non sono abilitate a costruire soltanto immobili.
Nel momento in cui si decide di aprire un’impresa di costruzioni è necessario avere un piano ben distinto che andrà a caratterizzare i punti cardine dell’impresa.
Altra cosa di cui tener conto è la somma necessaria per aprire l’impresa e, se non sia ha la disponibilità economica, si dovrà pensare a un possibile finanziamento ottenibile presso qualunque istituto di credito.
Ovviamente occorre avere delle competenze specifiche nel settore per arrivare al successo.
I requisiti necessari per aprire un’impresa di costruzioni, invece, sono:
– Avere la maggiore età.
– Avere la cittadinanza italiana o, in caso di stranieri, avere un regolare permesso di soggiorno.
– Avere il controllo dell’impresa e essere il principale responsabile.
– Possedere tutte le attrezzature necessarie per svolgere al meglio tutte le attività inerenti all’impresa.
Per quanto riguarda, invece, il processo burocratico la prima cosa da fare è costituire la società.
Si possono scegliere sei diversi tipi di società:
1 S.R.L. (Società a Responsabilità Limitata) che consiste in un tipo di società di capitali la cui … Continua...

In Crescita le Costruzioni Metalliche

Una delle più grandi paure dei tempi moderni sono le effrazioni e pur essendo notevole l’apporto dell’elettronica al fine di rendere più sicure le abitazioni, resta l’esigenza di avere delle protezioni in costruzioni metalliche. Qual è il motivo del successo?
Questo settore è riuscito a mantenere una nicchia di clienti perché unisce elevata artigianalità, e quindi stile, alla sicurezza che solo recinzioni, cancelli, inferriate e grate di sicurezza riescono a fornire, creando una vera e propria barriera tra l’interno e l’esterno. Questo offre la sensazione di sicurezza e protezione per sé e per i propri cari.
Per essere sicuri nella propria casa è necessario individuare i punti deboli che possono essere violati dai malintenzionati e di particolare importanza sono le finestre, utilizzate dai ladri come punto di accesso più delle porte. Il sistema più sicuro per proteggere sono le grate. Le stesse oltre ad essere realizzate in materiali di prima qualità, sono testate per resistere agli strumenti di effrazione e la posa in opera deve essere tale da non poter essere forzata. Le grate dovrebbero essere montate durante la costruzione o ristrutturazione di un immobile ed ancorate al muro.
Oltre alle grate è necessario avere anche un sistema di recinzione … Continua...

Le Barriere Architettoniche

Quando si parla di barriere architettoniche ci si riferisce a tutti quegli elementi dell’edilizia privata e pubblica che ostacolano la libertà di movimento e il godimento dei servizi da parte delle persone con difficoltà motorie o sensoriali.
Ne sono classici esempi: scale, rampe troppo ripide, porte strette, spazi insufficienti alla rotazione di una sedia a rotelle, marciapiedi privi di rampe, semafori senza il segnale acustico per i non vedenti, e così via.
Il documento ICF del 2001 ha esteso il concetto di barriere architettoniche a tutti quegli elementi, anche culturali e comunicativi, che, interagendo con handicap di qualsiasi tipo, determinano una mancata realizzazione dei diritti dell’individuo.
Vi è un’ampia normativa in Italia cui far riferimento in materia di abbattimento delle barriere architettoniche. La legge n. 13/1989 stabilisce gli obblighi di superamento delle barriere negli edifici privati e prevede dei contributi a carico delle Regioni per i lavori di abbattimento posti in essere negli immobili costruiti anteriormente al 1989.
Il decreto attuativo della legge in questione (D.M. n. 236/1989) definisce con maggior precisione i concetti di:
– accessibilità di un edificio;
– adattabilità dello stesso, attraverso opportune modifiche, alle esigenze dei soggetti con limitazioni motorie o sensoriali;
– visitabilità degli spazi … Continua...

Fondamenti per Partecipazione ad Appalti

La realizzazione di opere edilizie pubbliche o private può avvenire attraverso l’appalto ad un’impresa, che si occupa di ogni fase del progetto. I fondamenti per la partecipazione agli appalti, sono disciplinati da diverse norme, che hanno come obiettivo di affidare il lavoro ad imprese solide, che operano nel rispetto della legge e che garantiscano risultati ottimali.
L’appalto è un contratto con cui il soggetto appaltatore assume l’obbligazione di realizzare un’opera in base alle indicazioni del committente. Mentre l’appalto è definito dal codice civile negli articoli 1655 e seguenti, la normativa di riferimento per la partecipazione alle gare è contenuta nel D.P.R. n. 207, del 5 ottobre 2010, emanato per dare attuazione al decreto legislativo n. 163/2006. Per poter aggiudicarsi il progetto è necessario partecipare ad una gara, presentando una formale richiesta attraverso un’apposita documentazione composta: dalla domanda di partecipazione in cui si indica il possesso dei requisiti richiesti; l’offerta economica e quella tecnica.
Relativamente ai requisiti, che l’imprenditore o l’impresa deve possedere per prendere parte procedure di affidamento dei lavori, sono di ordine generale e speciali. I primi fanno riferimento all’affidabilità morale del soggetto, i secondi al grado di esperienza, alla capacità tecnico-professionale e all’idoneità del concorrente a far fronte … Continua...

Obbligo Normativo della Stima dei Costi di Sicurezza

Nei cantieri edili temporanei e mobili la sicurezza del lavoro è fondamentale, per garantire l’incolumità dei dipendenti, tanto che esiste un obbligo normativo della stima dei costi di sicurezza, indicato dal decreto legislativo n. 81/2008, titolo IV, capo I, il quale dispone che ” le amministrazioni appaltanti hanno in ogni caso l’obbligo di stimare i costi della sicurezza per tutta la durata delle lavorazioni previste”.
Tale legge ha come obiettivo quello di evitare condotte elusive da parte degli imprenditori che troppo spesso considerando eccessivi gli onori relativi alla messa in sicurezza dei cantieri, applicavano ribassi eccessivi e ingiustificati a tali costi. Il decreto n. 81/2008, riordina una serie di leggi che hanno cercato di regolarizzare la materia della sicurezza del lavoro sia in ambito pubblico che privato e in relazione agli appalti. Inoltre risponde a tutta una serie di lacune legislative ed in particolare quella relativa all’art. 12 del D.Lgs. 494/1996, che prevedeva che il Piano di Sicurezza e Coordinamento contenesse “la stima dei relativi costi che non sono soggetti a ribasso nelle offerte delle imprese esecutrici”.
In relazione a questa normativa i costi di sicurezza che oggi devono oggetto di stima nei cantieri edili sono:
– gli apprestamenti previsti … Continua...

Il Primo Soccorso in Cantiere

I cantieri sono un luogo potenzialmente a rischio a causa delle particolari mansioni che ivi si svolgono, ad esempio si lavora in altezza, ci sono strumenti potenzialmente pericolosi, proprio per questo il Primo Soccorso in cantiere può essere essenziale a salvare la vita degli addetti ai lavori.
La normativa contenuta nel decreto ministeriale 388 del 2003 prescrive misure di Primo Soccorso in cantiere. La stessa distingue diversi obblighi in base al numero degli addetti e alla tipologia di lavori che si stanno eseguendo.
La cassetta di primo soccorso deve essere tenuta in ogni luogo di lavoro e il suo contenuto minimo varia in base al numero degli addetti. In ogni luogo di lavoro deve essere presente un addetto alla sicurezza, lo stesso può essere anche il datore di lavoro. Tale normativa è stata però mitigata per i cantieri edili in quanto un’impresa può avere diversi cantieri aperti e per ognuno di essi dovrebbe essere presente un addetto alla sicurezza con relativa formazione, per questo motivo nell’articolo 104, comma 5, del decreto legislativo 81 del 2008 è prevista la possibilità di deroga nel caso in cui provveda il committente stesso ad organizzare il servizio di pronto soccorso, antincendio ed evacuazione del … Continua...

Sostituire gli Infissi per il Risparmio Energetico

Con le specifiche norme contenute nella legge di stabilità del 2016, il governo italiano intende confermare gli incoraggianti risultati del 2015 nell’ambito dell’effecienza energetica. Le misure dei cosiddetti “Ecobonus” riguardano anche gli incentivi per la sostituzione degli infissi, un’operazione che consente di ottimizzare il consumo energetico domestico, ottenendo anche dei considerevoli risparmi. Gli italiani (sia le imprese, che i privati) pare abbiano apprezzato le idee ministeriali, e sono molti quelli che si apprestano anche quest’anno a richiedere un preventivo per nuovi infissi.

Tra quelli in commercio, i più efficaci ai fini di risparmio, isolamento termico e acustico e mantenimento del calore interno sono quelli in PVC, che presentano delle caratteristiche superiori ai tradizionali infissi in legno. Il loro materiale (cloruro di polivinile, dal quale prendono il nome) garantisce prestazioni di qualità: è forte, durevole, resistente al fuoco e soprattutto efficace al fine di ridurre la dispersione del calore verso l’esterno. Si tratta inoltre di un prodotto eco-sostenibile, la cui produzione ha un impatto ambientale inferiore se confrontata con quella delle strutture in metallo.

La sostituzione degli infissi in questo periodo è sinonimo di lungimiranza: i bonus del governo sono piuttosto vantaggiosi e non vi è garanzia che possano essere … Continua...

Ripresa per l’Edilizia Made in Italy

E’ in ripresa l’edilizia Made in Italy. A certificare il dato è stata Confartigianato nel mese dei settembre del 2015, quando si è interrotto un trend in discesa che durava ormai da 54 mesi.

Il report presentato mostra una crescita dello 0,4% nel secondo trimestre dell’anno appena concluso, confermata anche dalla crescita occupazionale, con 34mila lavoratori in più nell’ultimo anno, pari al +2,3%.

Si tratta di primi deboli segnali che però non dovrebbero assolutamente mettere in secondo piano il fatto che la strada verso la piena ripresa è ancora impervia. Per capirlo basterebbe ricordare come i livelli produttivi del comparto siano ancora al meno 28,9% nei confronti del dato fatto registrare nello stesso periodo del 2011, mentre è addirittura drammatico il calo rispetto al settembre del 2007, con quasi il 42% in meno.

E’ la stessa Confartigianato ad affermare come la spinta definitiva per l’uscita dalla crisi potrebbe essere fornita dalla riforma degli appalti e dalla prevista conferma del bonus per le ristrutturazioni edili, che ha consentito in questi ultimi anni di preservare almeno i livelli occupazionali, dando respiro ad un settore che altrimenti sarebbe entrato in una spirale drammatica.

In questo contesto va registrato anche il calo della manodopera … Continua...

Traffico e cattive Infrastrutture

Il problema del traffico fa di nuovo capolino con le notizie provenienti in particolare dalle grandi città come Roma, Milano e Napoli, ove i livelli troppo alti di smog hanno costretto le rispettive amministrazioni a decretare il blocco del traffico per alcuni giorni, sperando che possano bastare a far abbassare indici ritenuti troppo pericolosi per la salute dei cittadini.

Un problema, quello del traffico, che torna periodicamente ad affacciarsi alle cronache, andandosi ad intrecciare con un altro motivo ricorrente, quello delle cattive infrastrutture. In effetti il nostro paese manca molto spesso di strade, ferrovie e altre opere che potrebbero portare un sollievo a rotte troppo congestionate, spostando allo stesso tempo una parte della circolazione verso quelle meno affollate ed eliminare in tal modo strozzature spesso evidenti e come tali segnalate da anni.

Un tema che peraltro ormai da un paio di decenni torna di moda all’interno di un mondo politico che, però, dopo aver individuato il problema non sembra altrettanto capace di indicare le soluzioni migliori. Come dimostra del resto il fatto che le nuove infrastrutture ferroviarie non vengano affidate dopo regolare gara d’appalto, ma tramite trattativa privata. Un problema acuito dal fatto che lo Stato paga molto spesso a … Continua...

SCIA Segnalazione Certificata di Inizio Attività

Chi ha intenzione di fare modifiche ad un edificio (restauro, risanamento, ristrutturazione, varianti a permessi di costruire) deve fare ben attenzione a rispettare tutte le normative di settore e particolare importanza è da riconoscere alla SCIA: Segnalazione Certificata di Inizio Attività.

La stessa è stata introdotta dall’articolo 49, comma 4 bis del decreto legge 78 del 2010, poi convertito in legge 122 del 2010.

La SCIA sostituisce completamente la disciplina prevista per la DIA (Dichiarazione di Inizio Attività) e ha l’obiettivo di semplificare le procedure.

Deve essere presentata dal proprietario dell’immobile, o da chi ha comunque titolo, all’Amministrazione in cui è ubicato l’immobile e deve essere redatta come da normativa.

Trattandosi di un’autocertificazione, colui che è obbligato a presentarla deve allegare un progetto e una relazione sullo stesso, inoltre devono essere inclusi tutti i documenti previsti dal regolamento edilizio.

I documenti devono essere redatti e sottoscritti da un professionista abilitato, lo stesso deve certificare che il piano di interventi da realizzare è conforme alla normativa igienico- sanitaria, ai criteri antisismici e alla normativa urbanistica.

Una volta presentata la SCIA, il titolare potrà iniziare i lavori senza dover attendere alcun permesso.

Dal momento in cui la SCIA è presentata, l’Amministrazione, tramite … Continua...

Il Piano Regolatore generale Intercomunale

Quando si vogliono eseguire dei lavori in edilizia è necessario rispettare i vari piani urbanistici stabiliti dagli enti locali e tra questi vi è il Piano Regolatore Generale Intercomunale, o semplicemente PRGI. Qual è la natura e la finalità di tale atto? Spesso vi è l’esigenza di sviluppare progetti che possono interessare diversi comuni limitrofi, in questo caso si fa ricorso al Piano Regolatore Generale Intercomunale. La normativa di riferimento che ha introdotto tale strumento urbanistico è la legge 1150 del 1942.

L’obiettivo di questo importante atto è armonizzare lo sviluppo dei centri coinvolti con riferimento sia all’assetto edilizio presente e futuro, sia con riguardo alle vie di comunicazione e urbanizzazione delle stesse zone. Le zone limitrofe, inoltre spesso vengono utilizzate a fini industriali, proprio per questo frequentemente il Piano Regolatore Generale Intercomunale viene redatto allo scopo di armonizzare lo sviluppo della zona industriale che, per i grandi spazi occupati, spesso richiede l’uso di territori appartenenti a più comuni.

Il Piano Regolatore Generale Intercomunale non ha una validità temporale prestabilita ed impone ai comuni coinvolti di adottare misure volte ad uniformare i propri piani regolatori al piano intercomunale che in questo modo appare essere sovraordinato.

La procedura per l’adozione è … Continua...