Appalti fantasma ed Abbandono Edilizio

Sono all’ordine del giorno sulle cronache dell’Italia. Appalti fantasma ed abbandono edilizio. Disseminati sul territorio ci sono fabbricati costruiti ed abbandonati prima di essere completati, ma anche di opere faraoniche assolutamente inutili. La parte tragica di tutto ciò, a parte l’impatto abientale e lo spreco di materiali e occasioni, è che a pagare sono sempre i cittadini. Fondi pubblici che vanno a finanziare opere che sarebbero utili, ma che non si realizzano, oppure che coprono i costi per costruire strutture ed infrastrutture che non servono alla comunità.

In ogni città italiana si verificano questi casi, tanto da balzare agli onori dei mezzi di informazione. Spesso diventano oggetto di indagini da parte della magistratura e delle forze dell’ordine, ma non si riesce a mettere mai la parola fine. La politica fa le regole e non è in grado di risolvere il problema.

La politica è, purtroppo, responsabile di questa situazione. Già, a decidere le opere da fare sono proprio i politici. Così come sono loro a favorire certe ditte. Amici, amici degli amici, favori da ricambiare, tangenti. Sono questi gli elementi principali che determinano la cattiva gestione degli appalti. Nascono così le cattedrali nel deserto: autostrade senza uscita, tunnel stradali da cui piove acqua, palazzi dello sport non terminati e collocati in mezzo al nulla e così via.

Recentemente i riflettori si sono accesi sulla capitale, per una serie di ipotesi di reato che hanno riguardato anche appalti fantasma. Solamente a Roma, alla circoscrizione 19, risultano 183 appalti per i quali l’amministrazione pubblica ha speso soldi, senza che i lavori fossero mai stati realizzati. In epoca di patto di stabilità che blocca i fondi dei comuni, impedendo agli enti locali, con i soldi in cassa, di liquidare piccole fatture per lavori realmente eseguiti da mesi o da anni, sapere che decine, centinaia di pagamenti vengono fatti senza giustificazione, fa quantomeno balzare dalla sedia. Milioni di euro che i politici, a volte anche con dirigenti e funzionari compiacenti, assegnano a ditte che non producono le documentazioni necessarie, intascando i soldi e riconoscendo ai committenti una percentuale.

L’altro lato della medaglia riguarda l’abbandono edilizio. Imprese, da prendi i soldi e scappa, che falliscono e lasciano le opere incomplete. Ma ci sono anche fabbricati non terminati perché l’ente ha finito i soldi. Se si deve apportare una modifica all’abitazione, si devono produrre incartamenti di ogni genere e richiedere diversi permessi. Se lo stato o le amministrazioni locali devono costruire, allora si trova il modo di fare tutto, senza documenti e senza necessariamente portare a termine i lavori. I tanti scheletri degli immobili abbandonati fanno marcire i materiali e diventano rifugi per balordi.