Intermediazione d'affari

Intermediazione d’Affari

È interessante tenere conto del fatto che è vigente una normativa (ex articolo 115 del T. U.L.P.S) relativa all’Intermediazione d’Affari che offre la possibilità alle agenzie che forniscono tali servizi di espandere il proprio ambito di riferimento, cedendo in appalto altre tipologie di servizi. Il tutto, però, mantenendo un unico interlocutore. In pratica, i clienti avranno la possibilità di interfacciarsi con un solo riferimento che avrà il compito di mettere in rete tutti i servizi e di fare in modo che tutto proceda per il meglio. Il che rappresenta un notevole valore aggiunto per chi ha deciso di rivolgersi ad un’agenzia di servizi fiduciari ma che non ha alcun genere di intenzione di andare alla ricerca di altri referenti. Ovviamente, è necessario tenere conto del fatto che ogni servizio dovrà essere qualitativamente elevato e che anche nel caso in cui si optasse per l’intermediazione si dovrà garantire al fruitore degli stessi uno standard elevato e, comunque, omogeneo.

La sicurezza è una priorità per ogni cittadino. Con i servizi fiduciari si ha la possibilità di garantirla al fine di evitare di dover fare i conti con situazioni spiacevoli. Ma a cosa si fa riferimento, entrando più nello specifico?

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PMI Finanziamenti alle Imprese

PMI: Finanziamenti alle Imprese

Per garantire finanziamenti alle imprese è stato istituito con la legge 662/96 il Fondo di Garanzia per le PMI; questo strumento è entrato a regime nel 2000. L’obiettivo è aiutare le piccole e medie imprese ad accedere a finanziamenti attraverso una garanzia pubblica che sostituisce in tutto o in parte le normali garanzie reali che vengono richieste dagli istituti di credito e dalle banche. Di conseguenza si possono ottenere finanziamenti senza i costi rappresentati dalle polizze assicurative o fideiussioni. Per poter accedere a questa garanzia pubblica è necessario che la PMI adempiano ai requisiti previsti dalla normativa europea per la definizione di piccole e medie imprese.

Devono essere presenti sul territorio nazionale, operare in qualunque settore a eccezione di quelli ritenuti sensibili ed essere economicamente sane. Tra i soggetti beneficiari ci sono anche le imprese artigiane e i consorzi e le società consortili miste o costituite da PMI. Possono richiedere la copertura del Fondo di Garanzia i professionisti in possesso dell’attestazione aderenti alle associazioni professionali (quelle facenti parte dell’elenco previsto dal 2013 dal Ministero dello sviluppo economico) oppure iscritti agli ordini professionali.

A richiedere maggiormente la garanzia del Fondo sono le microimprese (59,7%) e le imprese artigiane (20,4%); seguono poi

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Ponteggi Edili

Normativa Europea sui Ponteggi Edili

I ponteggi edili devono assicurare il rispetto della normativa europea che disciplina il settore, così da garantire l’efficienza della struttura e la sicurezza dei passanti e degli stessi lavoratori. Le norme tecniche di riferimento sono l’UNI EN 12810 e l’UNI EN 12811 e recentemente è stato effettuato uno studio da parte dell’INAIL e pubblicato online su quali siano le prove tecniche da effettuare per stabilire la corrispondenza dei ponteggi edili con quanto previsto dalla normativa europea.

In particolare la ricerca riguarda i dispositivi di collegamento tra il traverso delle strutture fisse di facciata e il montante realizzati con sistemi modulari. Anche se le modalità di utilizzo e di costruzione dei ponteggi sono vincolate da una specifica disposizione del Ministero del Lavoro, il rispetto delle normative dell’Unione Europea da parte di queste opere provvisionali viene consigliata dalla globalizzazione del mercato. Inoltre le verifiche progettuali e sperimentali consentono di garantire un più alto livello di sicurezza e di stabilità. In particolare la norma UNI EN 12811-3 stabilisce quali siano le prove di carico da effettuare. Sono necessarie verifiche preliminari in quanto non si può conoscere in precedenza il carico massimo del ponteggio. Queste prove pilota sono fondamentali per stimare il fattore, tenendo

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Abrogazione del Lavoro Accessorio

Abrogazione del Lavoro Accessorio

Negli ultimi anni l’impiego dei voucher si è diffuso sempre più fino a riguardare un’ampia gamma di situazioni al di fuori dei limiti originariamente previsti dal legislatore al momento dell’introduzione di questa pratica. Di conseguenza, tenendo anche conto del referendum promosso dai sindacati sullo stesso tema, il governo ha deciso nel marzo 2017 l’abrogazione del lavoro accessorio. L’obiettivo era consentire l’emersione del lavoro nero e all’inizio i voucher venivano utilizzati per specifiche categorie di soggetti (casalinghe, studenti, disoccupati da oltre un anno e pensionati) che svolgevano attività quali insegnamento, piccoli lavori agricoli, domestici e di giardinaggio a carattere straordinario. Il tetto massimo era di 3.000 euro, passati nel 2015 a 7.000 euro netti per ogni soggetto percipiente. L’abrogazione del lavoro accessorio dal 17 marzo 2017 è avvenuta con effetto immediato, già a partire dal giorno successivo alla pubblicazione della norma all’interno della Gazzetta Ufficiale. Per evitare di danneggiare i contribuenti e gli stessi committenti è stata prevista l’istituzione di un periodo cuscinetto della durata fino al 31 dicembre 2017.

In questo arco di tempo si potranno impiegare i buoni voucher già emessi e richiesti dai datori di lavoro prima che il decreto di abolizione entrasse in vigore. Di conseguenza i

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