Regolamento occupazione del Suolo Pubblico

Quando si parla di occupazione del suolo pubblico ci si riferisce generalmente a tutto quello che è appoggiato, o proietta ombra, sulle zone che sono proprietà dello stato come ad esempio strade e piazze. Questa è una sintesi delle norme contenute nell’articolo 38 del decreto legislativo 507 del 15/11/1993 che regolamenta l’occupazione del suolo pubblico. Ad ogni modo nelle prossime righe cercheremo di fare chiarezza fra i vari aspetti e di semplificare il tutto.

Innanzitutto, bisogna dire che chi occupa questi spazi con dei fini commerciali ha l’obbligo di pagare una tassa chiamata TOSAP (tassa occupazione spazi ed aree pubbliche), che viene pagata direttamente al comune o alla provincia dal responsabile dell’attività commerciale o dell’evento. L’importo della tassa viene calcolato in base allo spazio occupato, perché ovviamente l’accesso da parte dei cittadini viene limitato in maniera diversa.

L’estensione dell’area non è comunque l’unico elemento che incide sull’importo finale, perché anche il tipo di occupazione viene preso in considerazione per il calcolo. Per esempio un’occupazione temporanea dovrà pagare una cifra minore rispetto ad un’attività che occupa permanentemente la stessa area. Nel caso specifico dell’occupazione temporanea esiste poi un calcolo diverso dell’importo, infatti, viene innanzitutto stabilita una tariffa giornaliera suddivisa poi in … Continua...

Delocalizzazione attività di Smaltimento

La delocalizzazione degli impianti di demolizione fuori dal territorio urbano è un tema particolarmente caldo nel settore delle autodemolizioni. Delocalizzare i centri di stoccaggio dei rifiuti da demolizione dei veicoli è un compito necessario per preservare il loro importante ruolo di recupero di materiali ferrosi e non ferrosi, ma al contempo non deve mettere in pericolo aree a rischio idrogeologico o perturbare zone in difficoltà. Per questo gli organi del Dipartimento Tutela Ambientale, insieme alle regioni, alle associazioni di autodemolitori e alle associazioni ambientaliste come i Gruppi di Ricerca Ecologici, cercano i migliori compromessi per collocare gli impianti di demolizione e gli sfasciacarrozze nelle sedi più opportune, elaborando piani di delocalizzazione eco-sostenibili.

Un’erronea delocalizzazione degli impianti di demolizione può provocare un impatto negativo sull’ambiente, e limitare gli effetti e le emissioni nocive è la prima preoccupazione del settore delle autodemolizioni. Il trattamento, frantumazione e demolizione dei veicoli vengono infatti gestiti con grande sensibilità ecologica in modo da limitare al massimo la contaminazione del suolo e di corpi sotterranei, abbattere l’emissione di polveri e sostanze gassose, ridurre la produzione di rumori connessi all’impiego di macchinari, e impedire completamente il rilascio di fluidi nocivi. Il settore delle autodemolizioni, grazie al personale altamente … Continua...

Appalti fantasma ed Abbandono Edilizio

Sono all’ordine del giorno sulle cronache dell’Italia. Appalti fantasma ed abbandono edilizio. Disseminati sul territorio ci sono fabbricati costruiti ed abbandonati prima di essere completati, ma anche di opere faraoniche assolutamente inutili. La parte tragica di tutto ciò, a parte l’impatto abientale e lo spreco di materiali e occasioni, è che a pagare sono sempre i cittadini. Fondi pubblici che vanno a finanziare opere che sarebbero utili, ma che non si realizzano, oppure che coprono i costi per costruire strutture ed infrastrutture che non servono alla comunità.

In ogni città italiana si verificano questi casi, tanto da balzare agli onori dei mezzi di informazione. Spesso diventano oggetto di indagini da parte della magistratura e delle forze dell’ordine, ma non si riesce a mettere mai la parola fine. La politica fa le regole e non è in grado di risolvere il problema.

La politica è, purtroppo, responsabile di questa situazione. Già, a decidere le opere da fare sono proprio i politici. Così come sono loro a favorire certe ditte. Amici, amici degli amici, favori da ricambiare, tangenti. Sono questi gli elementi principali che determinano la cattiva gestione degli appalti. Nascono così le cattedrali nel deserto: autostrade senza uscita, tunnel stradali da … Continua...